Tema in classe: emozioni al centro

Tema in classe: emozioni al centro
Un libro per raccogliere i temi scritti dagli studenti ENGIM: Emozioni e Didattica al Centro


Orgogliosi di annunciare la pubblicazione di questo straordinario libro che raccoglie alcuni dei temi scritti in classe dagli studenti ENGIM.

Un progetto che abbraccia la visione di didattica innovativa, che adottiamo in tutte le scuole ENGIM, mirata a mettere al centro gli studenti e le loro emozioni. L'obiettivo? Aiutarli a gestirle positivamente e a trasformarle in veri punti di forza.

Quest'anno, vi presentiamo TEMA IN CLASSE, la pubblicazione della scuola ENGIM Treviso, curata dall'insegnante Laura Tiberi. A lei abbiamo chiesto di raccontarci questo libro.

“Gli adolescenti di questi ultimi anni mostrano una grande difficoltà a parlare di sé stessi e delle loro emozioni. Certamente l’uso dei social ha influenzato la loro capacità introspettiva e spesso mancano di un lessico emotivo.

Il temutissimo tema in classe rimane però l’unico spiraglio di salvezza per loro: per aprirsi, riflettere, analizzarsi e comprendersi. Per me docente è lo strumento per aiutarli a superare i loro limiti, le loro paure, le loro fragilità.

Perché pubblicarli? Ogni anno questi piccoli libriccini aiutano i nuovi allievi a non sentirsi gli unici a provare certi disagi e, se letti attentamente sia da genitori che docenti, possono dare uno spunto per instaurare un dialogo costruttivo e non giudicante con i ragazzi.”

Laura Tiberi
 

Ascolta l'intervista alla professoressa Laura Tiberi, clicca sull'immagine qui sotto per accedere al video:

 


LEGGI QUI SOTTO ALCUNE PARTI DEL LIBRO IN ANTEPRIMA: 


 

  1. È da poco iniziata la seconda superiore, un periodo pieno di impegni fra scuola, sport, amici e impegni familiari; e mi rendo conto che non riesco a stare dietro a tutte queste cose ma non riesco a dire di 'no' oppure a fermarmi un attimo. Mi sento in colpa ogni volta che non riesco a fare o finire una cosa che mi ero prefissata di portare a termine e tutto ciò mi porta a scoraggiarmi e a non andare avanti a fare tutte le cose che mi ero ripromessa di fare. Ma credo che il problema in fondo non sia che non riesco ad organizzarmi, ma che ho troppi pensieri per la testa che riguardano cose molto più grandi di me o che non riesco ad affrontare perché ho paura di perdere delle persone a me molto care.
     
  2. “Ai più importanti bivi della nostra vita non c’è segnaletica.” Leggendo le parole di Ernest Hemingway la penso come lui, perché quando dobbiamo prendere delle decisioni ci troviamo sempre da soli, dobbiamo quindi riflettere bene sulle scelte da fare in modo da non sbagliare.
     
  3. Ogni volta che mi guardo allo specchio sento un vuoto, un vuoto che divora i miei pensieri strangola i sentimenti e le emozioni. Sono da due anni in comunità e ho capito che nessuno fino ad ora è riuscito a tirarmi fuori dal fango in cui mi trovo tutt’ora, credo che mi tirerò da solo fuori da qui, dopo anni di tentativi.  
     
  4. Adoro guardare il tramonto perché è come se facessi una pausa dal mondo o dalla vita in generale, per rimanere volontariamente ipnotizzata da quell'atmosfera che mi rilassa e non mi fa pensare almeno per un momento ai problemi. Mi sento di essere in un'altra dimensione o in un altro pianeta da sola, lontano dai problemi, da tutto e da tutti. 
     
  5. Iniziare una gravidanza a 16 anni non è facile; mamma mi dice sempre che finché è in pancia non è niente (nel senso che non fai la fatica che farai quando nascerà). (...)Io ho iniziato veramente a realizzare tutto quando ho sentito i suoi piedini iniziare a scalciare: a me rende felice, veramente felice, sentire che scalcia quando mangio determinate cose che secondo me sono le sue preferite. In fondo ok, sarà anche stata una mia scelta e sapevo a cosa sarei andata incontro, ma la gente è troppo cattiva, perché è un momento delicato e, per quanto possa essere bello, è difficile e non poco! Io non mi pento e mai lo farò perché devo già ringraziare questo bambino che mi sta insegnando ad essere più forte e affrontare anche queste situazioni.
     
  6. Qualcuno mi dice: sei così adulta, brava! Si, sono brava, ma come e a quale prezzo ho ottenuto questo. Sono stata assolutamente sola.   Facevo fatica a trovarmi amici perché mi sembravano bambini.  E no, non penso di essere migliore di qualcuno e non volere avere amici, non è così.  Adesso mi trovo in Italia e faccio fatica a trovare amici qui perché noi siamo semplicemente diversi.
    Sono diventata adulta troppo presto, ero costretta dalla situazione, così è successo. L’adolescenza è un periodo incerto e a volte pieno di amore e di tristezza
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